15 Giugno 2022

Il costo del cambiamento climatico e i suoi divari

Il cambiamento climatico è causato principalmente dai paesi ad alto reddito, ma colpisce asimmetricamente i più poveri, imponendo loro costi che non sono in grado di coprire. Lo mostra un recente report Oxfam sulle disuguaglianze climatiche.

 

La crisi climatica continua a inasprire disuguaglianze preesistenti. Lo evidenzia un nuovo report di Oxfam rilasciato il 7 giugno sul costo del cambiamento climatico e la sua diseguale distribuzione.

I paesi più poveri del mondo sono quelli che meno contribuiscono al cambiamento climatico, eppure sono i più colpiti dalle conseguenze che ne derivano. Sono inoltre meno forniti di infrastrutture, barriere e tecnologie per difendersi dagli eventi climatici estremi. Pur in questa situazione di difficoltà, ricevono aiuti insufficienti dai paesi più ricchi.  Per queste ragioni, come evidenzia il report, questa nuova fase della crisi climatica non potrà che ampliare il divario economico tra i più ricchi e i più poveri del mondo.

I disastri naturali, un fenomeno in crescita

Secondo l’ultimo report del centro Emdat, che conduce ricerche su questi eventi, solo nel 2021 ci sono stati 432 disastri naturali nel mondo, che hanno causato un totale di oltre 10mila decessi.

Parliamo, tra gli altri, di alluvioni, tempeste, temperature estreme, frane, incendi, terremoti e siccità. Una serie di fenomeni che stanno diventando sempre più frequenti negli anni, proprio a causa dei cambiamenti climatici.

Il numero di disastri nel 2021 è stato significativamente superiore rispetto alla media del periodo 2001-2020, pari a 357 eventi ogni anno. Un aumento considerevole, che prelude a una nuova era di crisi climatica.

252,1 miliardi di dollari, i costi causati dagli eventi climatici estremi, secondo le stime Emdat (2021).Anche in questo caso una cifra più elevata rispetto al periodo 2001-2020, che aveva registrato una media di 153,8 miliardi di dollari l’anno.

I paesi più ricchi sono i maggiori responsabili del cambiamento climatico…

Dato il tenore di vita molto alto, gli abitanti dei paesi più ricchi sono inevitabilmente quelli che consumano più energie e di conseguenza inquinano di più. Le emissioni di CO2 sono in questo senso uno degli indicatori più importanti.

L’Italia ad esempio, con circa 325 milioni di tonnellate di CO2 emesse ogni anno, pesa più del Pakistan (208 milioni), un paese con una popolazione circa 4 volte più grande. Ma meno dell’Arabia saudita (515 milioni), che ha appena 34 milioni di residenti.

2,9 miliardi, le tonnellate di CO2 emesse dai paesi dell’Unione europea (2018).

Parliamo di un dato superiore a quello registrato dall’intera regione dell’Asia meridionale, dove vivono circa 2 miliardi di persone, mentre in tutta Europa la popolazione non arriva a mezzo miliardo.

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