5 Ottobre 2021

California: in mare 500mila litri di petrolio, disastro ambientale

Il 2 ottobre l’U.S. Coast Guard Pacific Southwest (USCGS) ha annunciato che e stava intervenendo su una marea nera di oltre 30 chilometri quadrati al largo della costa della California, a soli cinque chilometri da Newport Beach, nella Contea di Orange.

Il petrolio sversato si era diffuso per circa 10 Km  tra il molo di Huntington Beach e Newport Beach, e le autorità hanno esortato la popolazione a «stare lontano dalla spiaggia ed evitare qualsiasi contatto con aree contaminate a causa della tossicità». Consigli ignorati da molti che sono andati sul posto a vedere cosa stava succedendo.

Dopo che si è cominciato a trovare  uccelli e pesci morti, Kim Carr, sindaco di Huntington Beach, ha detto subito che si trattava di «Un potenziale disastro ecologico».

E il disastro si è rivelato subito molto più grande di quanto stimato all’inizio: più di 126.000 galloni di petrolio nelle acque costiere e nelle zone umide locali. La  sarebbe stata provocata dalla rottura di un oleodotto di una piattaforma petrolifera offshore a circa cinque miglia dalla costa già nella nottata di ieri aveva iniziati a infiltrarsi nella zona umida di Talbert Marsh.

Monica Embrey, senior associate director della campagna Beyond Dirty Fuels dì Sierra Club, si è chiesta: «A quanti di questi disastri petroliferi dobbiamo assistere prima che i nostri leader eletti capiscano che non esiste un modo sicuro per perforare o trasportare i combustibili fossili sporchi? Questa fuoriuscita è l’ennesimo promemoria che possiamo avere comunità sane e sicure, fiorenti economie costiere, e un clima stabile, o possiamo continuare a trivellare per il petrolio. Non possiamo avere entrambi. Il tempo per scegliere una transizione che chi allontani dalla trivellazione petrolifera sporca e verso un futuro di energia più sano, più sicuro e pulito, è passato».

Secondo il Los Angeles Times, «All’alba di domenica, il petrolio si era spiaggiato a Huntington Beach con chiazze visibili nell’oceano». Jennifer Carey, portavoce della città di Huntington Beach, ha dichiarato: «Classifichiamo questa come una grande fuoriuscita, e per noi mitigare eventuali problemi ambientali è una priorità, Tuti sono mobilitati».

Ieri la marea nera era già più estesa rispetto a quella che si è verificata nella baia di San Francisco nel 2007, che ha coinvolto la nave mercantile Cosco Busan che colpì il ponte San Francisco-Oakland Bay durante una fitta nebbia, sversandio o nella baia 58.000 galloni di carburante per bunker e provocando la morte documentata di oltre 6.800 uccelli.

All’alba di ieri l’odore di diesel e catrame ha invaso la costa di Huntington State Beach e le onde hanno portato a riva grumi e strisciate di greggio. La deputata della contea di Orange, Michelle Steel, ha inviato una lettera al presidente Usa Joe Biden chiedendogli di dichiarare lo stato di disastro grave per la contea di Orange, che renderebbe disponibile l’assistenza federale per le agenzie statali e locali e le persone colpite dalla marea nera: E’ essenziale che il governo federale assista negli sforzi di ripristino. Ho serie preoccupazioni per gli impatti ambientali della fuoriuscita e plaudo ai lavoratori che stanno facendo del loro meglio per evitare che il petrolio colpisca le zone umide sensibili».

A Huntington State Beach vivono diverse specie di gabbiani, rari totani semipalmati (Tringa semipalmata), sterne eleganti (Thalasseus elegans) e garzette rossastre (Egretta rufescens). Ben Smith, biologo e consulente ambientale per la contea è stato a  osservare la fauna selvatica in vista di un progetto di costruzione pianificato alla foce del fiume Santa Ana, al confine tra Huntington State Beach e Newport Beach, e ha detto: «C’è catrame dappertutto. Si pensa che ormai abbiamo capito come evitare che succeda questo genere di cose, ma sembra proprio di no. La fuoriuscita potrebbe avere un impatto significativo sull’habitat. Se gli uccelli entrano in questo catrame, si attaccherà alle loro piume e per loro sarà un problema. Ha contaminato l’acqua: è un male per la fauna selvatica, un male per l’acqua, un male per le persone che utilizzano l’acqua. E’  davvero una bella sfortuna».

Katrina Foley,  supervisore della contea di Orange, ha affermato che «Il petrolio ha continuato a fuoriuscire dall’oleodotto danneggiato per tutta la notte, ma i sommozzatori hanno iniziato a ripararlo all’inizio di domenica. Fuori, sulla spiaggia, domenica ho visto grumi d’olio grandi quanto una palla da softball che si riversavano sulla sabbia. E’ un enorme impatto ambientale ed è un impatto economico sia in termini di bonifica che di chiusura di una delle principali destinazioni turistiche durante una pandemia, quando tutti stiamo lottando. E’   una tragedia su tutti i fronti. La buona notizia è che la tecnologia è migliorata abbastanza negli ultimi anni e che gli amministratori possono identificare e mitigare la diffusione del petrolio più velocemente rispetto alle fuoriuscite passate. Barriere galleggianti note come boom sono state dispiegate per cercare di fermare ulteriori incursioni. Possiamo ripulire tutto prima e meglio rispetto alle precedenti fuoriuscite di petrolio, ma ciò non significa che sia giusto che sia successo. Qualcuno deve essere ritenuto responsabile di come è successo».

E il colpevole è già stato individuato: si tratta della piattaforma Elly, situata nelle acque federali al largo della costa della contea di Los Angeles e attiva fin dal 1980, che elabora la produzione di petrolio greggio da altre due piattaforme. Elly è una delle piattaforme del grande giacimento petrolifero Beta Field che si trova in acque sotto il controllo del Dipartimento degli interni Usa.

Gli amministratori di Huntington Beach  sono molto preoccupati: perché lo sversamento «Ha causato “impatti ecologici significativi sulla spiaggia e nelle zone umide» e hanno confermato che «La compagnia responsabile della fuoriuscita di petrolio è Beta Offshore, una consociata californiana di Amplify Energy Corporation, con sede a Houston. L’azienda sta anche lavorando allo sforzo di pulizia e nei prossimi giorni e settimane lavoreremo per garantire che Amplify Energy Corporation faccia tutto il possibile per bonificare questa catastrofe ambientale».

Il Pacific Marine Mammal Center di Laguna Beach si sta preparando per curare gli animali colpiti dalla marea nera e alle persone viene chiesto di non avvicinarsi alla fauna selvatica potenzialmente colpita, poiché «Possono causare più danni che benefici agli animali» ma di chiamare subito l’Oiled Wildlife Care Network dell’università della California – Davis che ha mobilitato un team per qualsiasi intervento di salvataggio e riabilitazione necessario.

L’incidente arriva più di 30 anni dopo che l’enorme marea nera di petrolio che colpì la costa di Orange County nel pomeriggio del 7 febbraio 1990, quando la petroliera American Trader si incagliò al largo di Huntington Beach, sversando quasi 417.000 galloni di greggio e inquinando le famose spiagge lungo la costa della contea di Orange. Nel 2015, un oleodotto si è rotto a nord di Santa Barbara sversando in mare 143.000 galloni di greggio a Refugio State Beach, una parte della quale è finito nell’oceano. Le palle di catrame dei quello sversamento sono state trovate fino a Manhattan Beach e la fuoriuscita costrinse alla chiusura delle spiagge statali di Refugio ed El Capitan e ricoprì di petrolio coste rocciose, spiagge sabbiose e foreste di alghe. Secondo l’Oiled Wildlife Care Network morirono 204 uccelli e 106 mammiferi marini, ma si tratta solo dei casi accertati ufficialmente. Un grand jury della contea di Santa Barbara incriminò la Plains All American Pipeline che accettò di pagare più di 60 milioni di dollari di danni.

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