Un nuovo tipo di “spread” sta emergendo nel sistema energetico italiano. Non riguarda i titoli di Stato, ma la differenza tra il prezzo dell’energia nelle diverse ore della giornata.
Secondo un’analisi di Federico Fubini sul Corriere della Sera, nelle ore di massima produzione solare il prezzo dell’elettricità può scendere fino a valori prossimi allo zero, mentre nelle ore serali – quando torna centrale il gas – i prezzi si impennano rapidamente.
Fotovoltaico: da marginale a determinante
Il fenomeno è legato alla crescita del fotovoltaico nel mix energetico italiano, che oggi pesa circa il doppio rispetto al 2022.
Questo significa che nelle ore diurne, quando la produzione solare è elevata, il mercato elettrico viene “spinto verso il basso”, riducendo drasticamente il prezzo dell’energia. Al contrario, nelle ore serali, l’assenza di produzione rinnovabile rende necessario il ricorso al gas, con un conseguente aumento dei prezzi.
Un sistema sempre più variabile
I dati mostrano oscillazioni sempre più marcate: in alcune giornate il prezzo può passare da pochi euro a megawattora nelle ore centrali a oltre 150-180 euro la sera, anche nell’arco di poche ore.
Si tratta di un cambiamento strutturale del mercato elettrico, destinato ad accentuarsi con l’aumento della quota di rinnovabili.
Il ruolo chiave dello storage
Questa crescente volatilità evidenzia un punto centrale: il fotovoltaico sta già riducendo i prezzi dell’energia, ma senza sistemi di accumulo il beneficio resta limitato alle ore di produzione.
Lo sviluppo dello storage diventa quindi fondamentale per “spalmare” nel tempo l’energia prodotta e ridurre il divario tra ore di picco e ore serali.
Una leva per ridurre le bollette
Il cosiddetto “spread energetico” può diventare un’opportunità:
- per i consumatori, spostando i consumi nelle ore più convenienti
- per le imprese, ottimizzando l’uso dell’energia
- per il sistema Paese, riducendo la dipendenza dal gas
Allo stesso tempo, rappresenta un segnale chiaro: accelerare su rinnovabili e accumulo non è più solo una scelta ambientale, ma una leva economica e strategica.