Serve eliminare i colli di bottiglia per lo sviluppo del settore e la crescita economica del Paese.
Bologna, 9 aprile 2026 – Si è svolta ieri a Bologna l’Assemblea annuale degli associati di ITALIA SOLARE, momento centrale di confronto tra operatori, istituzioni e stakeholder del settore fotovoltaico e dei sistemi di accumulo.
Nel corso dell’Assemblea è stato presentato il bilancio delle attività 2025, che ha confermato il rafforzamento del ruolo dell’associazione come principale riferimento nazionale per il fotovoltaico. ITALIA SOLARE conta oltre 1.500 associati tra imprese, professionisti, enti pubblici e cittadini, con una struttura organizzativa sempre più solida e un’attività crescente sia sul piano tecnico che istituzionale. È stato approvato il bilancio 2025 che ha registrato un aumento sia dei ricavi sia degli utili, garantendo maggiori risorse che l’assemblea ha deciso di investire in attività di comunicazione.
Le attività del 2025
Il 2025 è stato caratterizzato da un’intensa attività di advocacy e presidio normativo. ITALIA SOLARE è stata audita più volte in Parlamento e ha sempre presentato osservazioni e proposte ai principali provvedimenti di settore, tra cui Testo Unico FER, decreto aree idonee, FER X transitorio e misure su autoconsumo e accumuli.
Parallelamente, l’associazione ha rafforzato i servizi agli associati e le attività di formazione, informazione e coinvolgimento, con eventi, webinar e gruppi di lavoro che hanno coinvolto migliaia di operatori, consolidando il ruolo della community tecnica e industriale del fotovoltaico.
“I numeri lo dimostrano ancora una volta, il fotovoltaico è la soluzione più rapida ed efficace per ridurre il costo dell’energia e rafforzare la sicurezza energetica del Paese. Proprio in quest’ottica durante l’assemblea è emersa l’importanza del lavoro di ITALIA SOLARE a livello regionale affinché si possa dialogare con le Regioni durante il loro processo di approvazione delle leggi regionali sulle aree idonee che spesso risultano troppo restrittive. Se non si definiscono in tempi rapidi le aree idonee in linea con gli obiettivi di sviluppo del fotovoltaico la competitività economica dell’Italia e l’autonomia energetica rimarranno solo un lontano miraggio”, commenta Paolo Rocco Viscontini, Presidente di ITALIA SOLARE.
Le priorità per il 2026
Nel 2026 il settore si trova davanti a sfide prevalentemente regolatorie, una su tutte la definizione delle aree idonee regionali. Serve un quadro normativo stabile senza continui spauracchi di provvedimenti retroattivi: gli operatori hanno bisogno di procedure autorizzative più semplici e di una gestione più efficiente delle connessioni alla rete.
In questo contesto, ITALIA SOLARE rafforzerà il proprio impegno su alcuni temi prioritari:
- Aree idonee
- riforma delle connessioni e superamento della saturazione virtuale delle reti
- sviluppo dell’autoconsumo, compreso quello a distanza
- accelerazione della realizzazione degli impianti di accumulo, sia affiancati agli impianti fotovoltaici sia centralizzati
Le richieste al Governo
In occasione dell’Assemblea, ITALIA SOLARE ha inoltre ribadito la richiesta di apertura di un confronto istituzionale con il Governo su alcuni temi urgenti per il settore:
- Extraprofitti (art. 15-bis): apertura di un tavolo per definire una soluzione equa che eviti contenziosi e consenta pagamenti certi e sostenibili, superando l’attuale impostazione che rischia di penalizzare gli investimenti.
- Etichettatura moduli fotovoltaici: revisione dell’interpretazione della normativa, riconoscendo la tracciabilità tramite numeri seriali ed evitando oneri tecnici e sanzioni sproporzionate.
- Iperammortamento: chiarimenti applicativi e apertura anche ai moduli assemblati in Europa (classe a), per garantire concorrenza e sviluppo della filiera industriale.
- Fondo di garanzia per famiglie e imprese: attivazione di strumenti finanziari che facilitino l’accesso al credito per installare impianti fotovoltaici, alternativa più efficiente rispetto ai contributi a fondo perduto.
- Semplificazione burocratica: mantenimento a una sola o, meglio, cancellazione della dichiarazione annuale dei consumi (recentemente richiesta addirittura 2 volte all’anno) per gli impianti fotovoltaici, evitando inutili aggravi amministrativi.