Monza, 30 marzo 2026 – ITALIA SOLARE ha presentato le proprie osservazioni al progetto di legge regionale n. 2235 della Regione Emilia-Romagna relativo all’individuazione delle aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili, evidenziando forti criticità nell’impostazione complessiva del provvedimento.
L’associazione esprime delusione e preoccupazione per un approccio ritenuto eccessivamente restrittivo, che appare in contrasto con gli obiettivi di accelerazione della transizione energetica e di riduzione dei costi dell’energia per famiglie e imprese.
Secondo ITALIA SOLARE, il progetto di legge mostra una evidente incoerenza tra il favore dichiarato alle energie rinnovabili e le limitazioni introdotte a livello territoriale, configurando un freno concreto allo sviluppo del fotovoltaico proprio in una regione strategica per il sistema economico nazionale.
L’associazione richiama inoltre il contesto energetico attuale, sottolineando come il fotovoltaico rappresenti oggi la fonte più conveniente per la produzione di elettricità e, insieme ai sistemi di accumulo, una soluzione strutturale per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili.
Tra le principali criticità segnalate, emerge la mancata valorizzazione delle aree industriali e delle zone limitrofe, che la normativa nazionale indica invece come prioritarie per lo sviluppo degli impianti, anche al fine di favorire l’autoconsumo e la competitività delle imprese.
ITALIA SOLARE evidenzia inoltre un’impostazione particolarmente restrittiva nei confronti degli impianti a terra e dell’agrivoltaico. In particolare, viene contestata la previsione di limiti rigidi all’utilizzo delle superfici agricole, che non trovano riscontro nella normativa nazionale e rischiano di tradursi in un blocco generalizzato allo sviluppo degli impianti, indipendentemente dalle caratteristiche dei singoli siti.
Ulteriori criticità riguardano:
- l’introduzione di vincoli e definizioni che restringono indebitamente l’ambito delle aree idonee;
- la mancata considerazione del principio di interesse pubblico prevalente delle fonti rinnovabili;
- l’assenza di una disciplina chiara sulle opere di connessione alla rete, che rischia di compromettere l’efficacia della classificazione delle aree idonee;
- l’introduzione di meccanismi che possono determinare rallentamenti procedurali o addirittura moratorie di fatto su alcuni interventi.
ITALIA SOLARE ribadisce la propria disponibilità a collaborare con la Regione Emilia-Romagna per definire un quadro normativo più coerente, che garantisca regole chiare, applicabili e orientate allo sviluppo del settore, in linea con gli obiettivi energetici nazionali ed europei.