I comportamenti energetici in ambito domestico

Dimensioni culturali, sociali e individuali.

Enea ha pubblicato un interessante studio sui comportamenti energetici in ambito domestico.

Dall’introduzione si legge che l’approfondimento delle dimensioni culturali e psico-sociali della sostenibilità ambientale è divenuto una necessità urgente nelle società contemporanee. In queste, infatti, a fronte di una coscienza ecologista entrata solidamente a far parte della narrazione di massa e di ingenti investimenti nel campo dell’innovazione tecnologica, si osservano significative difficoltà nell’orientare strategicamente le motivazioni ed i comportamenti individuali, e nel promuoverne la sedimentazione in pratiche quotidiane che presentino un impatto durevole e misurabile sul modello di produzione e consumo.

Queste difficoltà sottolineano anche la necessità di un re-framing concettuale del problema. La sua rappresentazione ad opera di gruppi sociali, enti di ricerca e decisori politici tende infatti a concentrarsi principalmente sul contributo delle scienze STEM, trascurando la sua natura eminentemente culturale e comportamentale. Nelle parole di Winter e Koger (2003, p.2):

(…) Entrusting the future to physical scientists and their technicians misses the primary cause of the current predicament and a crucial strategy for lasting solutions: changing human behaviour. It is critical to examine the psychological dimensions of planetary difficulties because “environmental problems” are behavioural problems: They are caused by the thoughts, beliefs, values, and worldviews upon which human beings act.

Il tema dei comportamenti energetici in ambito domestico, oggetto del report, non rappresenta un’eccezione a questa premessa. Al contrario, tale campo d’indagine chiama direttamente in causa le variabili psico-sociali che sono difficilmente osservabili tramite una misurazione oggettiva dei parametri di consumo: connotazioni culturali, dinamiche familiari, elaborazioni cognitive, comportamenti di risparmio o spreco.

Il tema nel report viene, dunque, ricondotto ad un modello concettuale innovativo, nel quale i problemi ecologici, siano essi di carattere macro o micro, sono ri-considerati attraverso la lente d’ingrandimento della Psicologia e, più in generale, dellescienze sociali applicate.

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