Una riforma contro l’autoconsumo elettrico

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La riforma delle tariffe elettriche sposta completamente gli oneri di distribuzione dalla parte variabile alla parte fissa

Le disposizioni di legge, che regolano l’autoconsumo elettrico (D. Lgs. 115/2008 e D.L. 91/2014) hanno fornito agli operatori del settore (principalmente del settore fotovoltaico) un quadro normativo di riferimento per il proprio mercato e i propri investimenti nel quale la convenienza dei clienti all’acquisto dipende:

  • dall’esenzione della parte variabile (cioè commisurata al consumo) degli oneri di rete e di sistema per l’energia auto-consumata istantaneamente;
  • dal rimborso della parte variabile (cioè commisurata al consumo) degli oneri di rete e di sistema per l’energia acquistata dalla rete che può essere scambiata con energia prodotta da impianti fotovoltaici.

Oggi dunque la leva per aumentare o diminuire la generazione distribuita è l’aumento o la diminuzione della componente variabile (cioè legata al consumo) degli oneri di rete e di sistema, specialmente sui soggetti che consumano più energia, che sono quelli ovviamente più interessati a risparmiare sull’energia consumata

La riforma delle bollette elettriche proposta dall’Autorità:

  • sposta completamente gli oneri di distribuzione (e quindi metà degli oneri) dalla parte variabile alla parte fissa;
  • per gli oneri di sistema abbassa considerevolmente gli oneri variabili andando ad eliminare in modo totale la progressività.

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