Impianti FV sottoproduttivi: cosa fare?

Oggi in Italia vi sono più di 650.000 impianti fotovoltaici. Vista la grande quantità di moduli e componenti installati sorge spontanea una domanda: tutti gli impianti sono produttivi come da progetto iniziale? Studi di settore indicano che circa un quarto degli impianti di grossa taglia, corrispondenti al 65% della produzione, denuncia problemi di produttività. Smart Photovoltaic Technology (SpoT s.r.l.) è uno Spin-Off dell’Università di Parma nato con l’intento di utilizzare le competenze acquisite in ambito accademico in merito alle problematiche di funzionamento delle celle per individuare tutte le ragioni che rendono sotto-produttivo un impianto fotovoltaico e per descrivere, con precisione, la curva di degrado prestazionale dei moduli costituenti.

Mediante le normali tecniche di indagine, applicate a moduli e impianti, si acquisisce il maggior numero di informazioni sullo stato di salute di tutto il campo FV (check-up completo). Queste misure non sono né difficili né risolutive, la parte complessa consiste nel tener conto degli errori sperimentali, quasi mai presi in considerazione in quanto semplicemente ignorati! Un’equipe di fisici, abituati all’analisi statistica dei dati e degli errori sperimentali, raccoglie ed elabora la grande mole di informazioni sul funzionamento dell’impianto FV che non è fine a sé stessa, ma diventa funzionale all’innovazione proposta da SpoT: il test di “Diagnostica Predittiva” sviluppato nel laboratorio ThiFiLab del Dipartimento di Fisica.

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Il nuovo test ci permette di analizzare l’interno dei moduli per stimare la produttività futura delle celle, vero motore del modulo FV.  Se si prevede una sotto-produttività vengono dati suggerimenti in modo da poter progettare interventi di natura tecnica e quindi di poterne stimare i costi. Il test è molto sensibile alle varie parti costituenti le celle solari e, nel caso vengano riscontrati problemi, si può distinguere se sono di natura interna (drogaggio, diffusione di impurezze, difetti puntuali, micro-cracking) o esterna (contatti front e back, pasta d’Argento, bus bar, ecc…)” dice il prof. Alessio Bosio responsabile del ThiFiLab e presidente di SpoT s.r.l..

Prof. Alessio Bosio

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