Germania: ampliamento delle linee elettriche stoccaggio di energia

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rinnovabile germania

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La Germania sta puntando sull’energia rinnovabile: dal 3% della fine degli anni ’90 è passata ad un 32% di energia prodotta da fotovoltaico ed eolico nel 2016. Il problema che si pone, con una crescita simile, è lo stoccaggio e la distribuzione dell’energia elettrica pulita.

Molti sono d’accordo sul fatto che la Germania dovrebbe investire sull’ampliamento delle sue reti elettriche, in maniera tale da collegare le centrali solari ed eoliche alle zone di impiego dell’energia prodotta; i problemi sorgono, tuttavia, nel momento di discussione dei dettagli, come il numero effettivo di chilometri da costruire (si ritiene che le linee dovrebbero essere incrementate di circa 4.000 chilometri, ma ne sarebbero sufficienti anche la metà) e la tipologia delle linee da integrare.

C’è anche chi pensa allo stoccaggio, e in questo caso le proposte sono molte: dall’aria compressa sotterranea delle caverne naturali allo stoccaggio tramite pompaggio idroelettrico, passando per volani e batterie. Altri propongono di esportate l’energia prodotta in quei paesi che dispongono di un alto potenziale di stoccaggio idroelettrico – come Norvegia e Svizzera – il che sarebbe anche in linea con l’intento dell’Unione Europea di rafforzare le interconnessioni tra i paesi all fine di aumentare il livello di sicurezza energetica del continente e contenere i costi.

Infine, alcuni sostenitori del solare propongono di regolare le tariffe di alimentazione per il fotovoltaico per regione, in modo che un maggior numero di impianti fotovoltaici siano installati nel nord del paese (mentre oggi sono per lo più costruiti a sud), facilitando così l’integrazione della rete.

Il problema principale – oltre a quello economico – resta l’ostruzionismo della popolazione che (giustamente, va ammesso) non desidera vivere in prossimità delle linee elettriche.

L’articolo completo è pubblicato su book.energytransition.org.

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