{"id":46383,"date":"2026-09-29T00:00:00","date_gmt":"2026-09-28T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.italiasolare.eu\/comunicati-stampa\/comunita-energetiche-rinnovabili-le-associazioni-chiedono-di-estendere-gli-incentivi-fino-al-2030\/"},"modified":"2026-09-30T17:07:46","modified_gmt":"2026-09-30T15:07:46","slug":"comunita-energetiche-rinnovabili-le-associazioni-chiedono-di-estendere-gli-incentivi-fino-al-2030","status":"publish","type":"comunicati-stampa","link":"https:\/\/www.italiasolare.eu\/en\/comunicati-stampa\/comunita-energetiche-rinnovabili-le-associazioni-chiedono-di-estendere-gli-incentivi-fino-al-2030\/","title":{"rendered":"Comunit\u00e0 energetiche rinnovabili: le associazioni chiedono di estendere gli incentivi fino al 2030"},"content":{"rendered":"<p><em>Assoesco, CNA, Coordinamento CERS Roma e Lazio, Confartigianato, Confcooperative, Coordinamento FREE, Elettricit&agrave; Futura, Federesco, ITALIA SOLARE e Legacoop: necessario garantire continuit&agrave; al meccanismo fino al raggiungimento dell&rsquo;obiettivo di 5 GW e semplificare le regole per favorire la partecipazione di cittadini e imprese.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>29 settembre 2026 &ndash; Garantire continuit&agrave; al sistema di incentivazione delle Comunit&agrave; Energetiche Rinnovabili e dell&rsquo;autoconsumo diffuso, estendendo l&rsquo;attuale meccanismo fino al 31 dicembre 2030 o, se precedente, fino al raggiungimento dell&rsquo;obiettivo di 5 GW di potenza complessivamente incentivata.<\/p>\n<p>&Egrave; la richiesta avanzata da Assoesco, CIA, CNA, Coordinamento CERS Roma e Lazio, Confartigianato, Confcooperative, Coordinamento FREE, Elettricit&agrave; Futura, Federesco, ITALIA SOLARE e Legacoop al ministro dell&rsquo;Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, con una lettera congiunta nella quale le associazioni chiedono di assicurare un orizzonte temporale adeguato allo sviluppo delle configurazioni di autoconsumo diffuso e, allo stesso tempo, di intervenire sulle criticit&agrave; che ancora ne rallentano la diffusione.<\/p>\n<p>Il meccanismo ha riscosso un interesse significativo, i numeri del PNRR, infatti, ci dicono che i MW installati sono destinati ad aumentare notevolmente. Questo dimostra che ci sono interesse e disponibilit&agrave;: le CER piacciono e c&rsquo;&egrave; una forte volont&agrave; di realizzarle. Il problema, quindi, non &egrave; la mancanza di interesse, quanto piuttosto la lentezza dell&rsquo;iter e dei processi necessari per arrivare alla loro effettiva costituzione e operativit&agrave;. I dati mostrano infatti come il percorso sia ancora in una fase iniziale. Al 31 agosto 2026 risultano attive 6.161 configurazioni, con circa 62.000 aderenti e 523,6 MW di impianti. Una potenza che rappresenta circa il 10% dell&rsquo;obiettivo di 5 GW previsto dal DM 414\/2023.<\/p>\n<p>A incidere sui tempi di sviluppo sono anche alcune difficolt&agrave; emerse nella prima fase di applicazione del meccanismo: complessit&agrave; delle procedure, tempi di lavorazione delle pratiche, evoluzione delle modalit&agrave; operative e tempi necessari per modificare le configurazioni gi&agrave; esistenti attraverso l&rsquo;ingresso di nuovi partecipanti o nuovi impianti.<\/p>\n<p><strong>CER: serve certezza entro il 2026<\/strong><\/p>\n<p>Le associazioni valutano positivamente il recente stanziamento di ulteriori 246 milioni di euro di risorse PNRR destinati alle Comunit&agrave; Energetiche Rinnovabili e ai gruppi di autoconsumatori, ma sottolineano come molti dei progetti finanziati debbano ancora essere completati e resi pienamente operativi. La messa in esercizio degli impianti rappresenta infatti solo uno dei passaggi necessari: occorre successivamente individuare e coinvolgere i soggetti con i quali condividere l&rsquo;energia prodotta.<\/p>\n<p>In questo contesto, la scadenza al 31 dicembre 2027 dell&rsquo;attuale sistema di incentivazione rischia di non essere coerente con i tempi effettivi di sviluppo del mercato. Per questo le associazioni chiedono che la prosecuzione del meccanismo venga definita entro la fine del 2026, in modo da garantire certezza agli operatori, ai cittadini e alle imprese impegnati nella costituzione delle configurazioni.<\/p>\n<p>Le associazioni chiedono inoltre che il raggiungimento dell&rsquo;obiettivo dei 5 GW sia accompagnato da un sistema di monitoraggio pubblico, trasparente e costantemente aggiornato, cos&igrave; da consentire a tutti i soggetti interessati di conoscere l&rsquo;effettivo avanzamento del contingente incentivato.<\/p>\n<p><strong>Non solo proroga: occorre semplificare<\/strong><\/p>\n<p>Accanto alla continuit&agrave; degli incentivi, la lettera richiama la necessit&agrave; di intervenire sul quadro abilitante, rendendo pi&ugrave; semplice la costituzione e la gestione delle configurazioni e favorendo una maggiore partecipazione delle PMI. Il coinvolgimento delle piccole e medie imprese pu&ograve; infatti contribuire ad accelerare lo sviluppo delle configurazioni, la diffusione della generazione distribuita e la condivisione dell&rsquo;energia.<\/p>\n<p>Un&rsquo;esigenza evidenziata anche dalla Corte dei conti europea, che nella Relazione speciale 10\/2026 sulle comunit&agrave; energetiche ha rilevato come negli Stati membri non siano ancora state create tutte le condizioni necessarie per favorirne lo sviluppo. Per l&rsquo;Italia, in particolare, vengono richiamate criticit&agrave; legate alla frammentazione delle informazioni e alla difficolt&agrave; di orientarsi nelle procedure senza il supporto di esperti.<\/p>\n<p>La proroga dell&rsquo;attuale meccanismo consentirebbe inoltre di accompagnare in modo pi&ugrave; ordinato la transizione verso la pi&ugrave; ampia disciplina della condivisione dell&rsquo;energia prevista dal D.Lgs. 3\/2026, la cui attuazione &egrave; attualmente oggetto dell&rsquo;attivit&agrave; regolatoria di ARERA.<\/p>\n<p>&ldquo;Le Comunit&agrave; Energetiche Rinnovabili hanno bisogno di tempo, regole pi&ugrave; semplici e soprattutto di un quadro stabile. La scadenza del 2027 arriva quando il percorso verso l&rsquo;obiettivo dei 5 GW &egrave; ancora nelle sue fasi iniziali: oggi siamo a poco pi&ugrave; di 500 MW. &Egrave; quindi importante dare gi&agrave; entro la fine del 2026 una prospettiva certa sulla continuit&agrave; del meccanismo, evitando una discontinuit&agrave; che potrebbe rallentare progetti e investimenti proprio nella fase in cui le configurazioni stanno iniziando a diffondersi. Parallelamente, occorre intervenire sulle procedure, rendendo pi&ugrave; semplice l&rsquo;ingresso di cittadini e imprese e, in particolare, delle PMI&rdquo;, sostengono congiuntamente le associazioni che hanno infine chiesto al Ministro un incontro per approfondire le proposte e individuare gli interventi necessari a garantire continuit&agrave; e maggiore efficacia al quadro normativo delle Comunit&agrave; Energetiche Rinnovabili e dell&rsquo;autoconsumo diffuso.<\/p>\n","protected":false},"template":"","class_list":["post-46383","comunicati-stampa","type-comunicati-stampa","status-publish","hentry"],"acf":{"file_download":46389},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italiasolare.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comunicati-stampa\/46383","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italiasolare.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comunicati-stampa"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italiasolare.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/comunicati-stampa"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.italiasolare.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comunicati-stampa\/46383\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46387,"href":"https:\/\/www.italiasolare.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comunicati-stampa\/46383\/revisions\/46387"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italiasolare.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46383"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}