{"id":37899,"date":"2025-04-07T12:00:36","date_gmt":"2025-04-07T10:00:36","guid":{"rendered":"https:\/\/italiasolare.eu\/?post_type=comunicati-stampa&#038;p=37899"},"modified":"2025-04-07T11:33:02","modified_gmt":"2025-04-07T09:33:02","slug":"la-sardegna-puo-diventare-100-rinnovabile-lo-dimostra-uno-studio-del-politecnico-di-milano-universita-di-cagliari-e-universita-di-padova","status":"publish","type":"comunicati-stampa","link":"https:\/\/www.italiasolare.eu\/en\/comunicati-stampa\/la-sardegna-puo-diventare-100-rinnovabile-lo-dimostra-uno-studio-del-politecnico-di-milano-universita-di-cagliari-e-universita-di-padova\/","title":{"rendered":"La Sardegna pu\u00f2 diventare 100% rinnovabile. Lo dimostra uno studio del Politecnico di Milano, Universit\u00e0 di Cagliari e Universit\u00e0 di Padova"},"content":{"rendered":"<p>Il sistema energetico della <strong>Sardegna<\/strong> pu\u00f2 funzionare con il <strong>100%\u00a0di fonti rinnovabili al 2030,<\/strong> nel settore elettrico (senza centrali a combustibili <a href=\"https:\/\/www.qualenergia.it\/articoli\/fonti-fossili\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">fossili<\/a>) e soddisfare l\u2019atteso incremento della domanda di energia elettrica (8 TWh) derivante dalla elettrificazione dei consumi civili, dalla parziale elettrificazione dei trasporti e dei consumi industriali per calore a bassa e media temperatura, lasciando a una ridotta quantit\u00e0 di GNL l\u2019alimentazione dei processi industriali a media-alta temperatura. \u00c8 quanto emerge dallo studio <em>\u201cAnalisi di possibili traiettorie per la transizione energetica in Sardegna\u201d<\/em>, realizzato da\u00a0<strong>Politecnico di Milano<\/strong>, <strong>Universit\u00e0 di Cagliari e Universit\u00e0 di Padova<\/strong> e commissionato dal<strong> Coordinamento FREE<\/strong> in collaborazione con <strong>il Consorzio Italiano Biogas e Italia Solare.<\/strong><\/p>\n<p>Per centrare questi traguardi al 2030 \u00e8 necessario incrementare di 5,6 GW la capacit\u00e0 solare installata e di 3 GW quella eolica, ricorrere a sistemi di accumulo energetico e attuare appieno i piani di sviluppo del sistema di distribuzione e della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN).<\/p>\n<p>Lo studio evidenzia come almeno <strong>1,5 GWp di impianti fotovoltaici di piccola taglia serviranno Comunit\u00e0 di Energia Rinnovabile<\/strong> (CER) o altri sistemi di condivisione dell\u2019energia e che gi\u00e0 oggi <strong>il biogas prodotto in Sardegna pu\u00f2 sostituire il 10% della domanda di gas<\/strong> per energia termica nell\u2019industria e sostenere un\u2019importante filiera locale. Con la realizzazione di questi obiettivi si ha un risparmio atteso per una famiglia media di circa il 20% grazie alla maggiore efficienza da elettrificazione (meno 20% sulla domanda di energia primaria) e alla riduzione del prezzo dell\u2019energia elettrica meno 39% sul prezzo zonale) a fronte di riduzioni di emissioni pari al 62%. Il 57% con la ripresa del polo dell\u2019alluminio.<\/p>\n<p>\u00abLo scenario 100% FER (Fonti di Energia Rinnovabile), che abbiamo redatto a partire anche da studi precedenti e dalle pianificazioni oggi vigenti (come il PNIEC, e gli scenari TERNA-SNAM), richiede di installare 7 GWp di fotovoltaico (circa 2\/3 da medi e grandi impianti e circa un terzo da impianti di scala ridotta), e 4 GWe di eolico (oltre la met\u00e0 dei quali a terra)\u00bb, afferma <strong>Maurizio Delfanti, del Politecnico di Milano.<\/strong><\/p>\n<p>Lo studio evidenzia come sia rilevante il ruolo degli accumuli (14 GWh) e delle infrastrutture di rete, come il Tyrrhenian Link, per sfruttare appieno la disponibilit\u00e0 delle fonti di energia rinnovabile. Nello scenario 100% FER, il <strong>fabbisogno di gas<\/strong> al 2030 sarebbe circoscritto alla generazione di <strong>calore industriale<\/strong> a media-alta temperatura, da soddisfare con GNL, mentre il <strong>settore termico civile<\/strong> vedrebbe un impiego predominante di <strong>pompe di calore<\/strong>, oltre alle biomasse e alle misure di efficienza energetica per ridurre i consumi.<\/p>\n<p>\u00abI gruppi termoelettrici, anche se riconvertiti a GNL, hanno<strong> grandi difficolt\u00e0<\/strong> a trovare spazi adeguati sia nel mercato dell\u2019energia sia nel mercato dei servizi. \u2013 conclude Delfanti &#8211; Sulla base dello studio, non appaiono quindi giustificabili investimenti nella riconversione delle centrali termoelettriche, poich\u00e9 questi non sarebbero remunerativi e rischierebbero di essere caricati come costi aggiuntivi sulle bollette\u00bb.<\/p>\n<p>La ricerca rileva con rigoroso approccio scientifico, secondo i ricercatori, i vantaggi ambientali ed economici conseguibili con il pieno raggiungimento degli obiettivi di transizione.<\/p>\n<p>\u00abUno scenario <strong>100% rinnovabili elettriche \u00e8 possibile. <\/strong>&#8211; afferma Fabrizio Pilo, dell\u2019Universit\u00e0 di Cagliari &#8211; La stabilit\u00e0 del sistema elettrico \u00e8 garantita dagli<strong> accumuli e dalla interconnessione <\/strong>con il resto della rete italiana, tramite connessioni in corrente continua ad alta tensione <strong>di tipo innovativo,<\/strong> che permettono di fronteggiare gli effetti della chiusura delle centrali a carbone\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abCon rinnovabili e accumuli, si prevede che il\u00a0<strong>prezzo zonale<\/strong>\u00a0dell\u2019energia elettrica\u00a0<strong>caler\u00e0 del 39%<\/strong>\u00a0in pochi anni, da una media di 108,3 euro per MWh nel 2024 a\u00a0<strong>66,4 \u20ac\/MWh<\/strong>\u00a0nel\u00a0<strong>2030<\/strong>.- afferma <strong>Arturo Lorenzoni, dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Padova<\/strong> &#8211; I maggiori costi iniziali di investimento per sviluppare le rinnovabili saranno pi\u00f9 che compensati da <strong>costi di esercizio degli impianti nettamente inferiori<\/strong> rispetto alle fonti fossili\u00bb. Nel completamento dello studio, saranno anche stimati gli impatti sociali e occupazionali degli scenari prospettati\u00bb.<\/p>\n<p>Puntare su rinnovabili e sistemi di accumulo, non solo a batteria, \u00e8 la scelta, secondo i ricercatori, pi\u00f9 conveniente per la Sardegna, pienamente realizzabile con il rafforzamento contestuale delle infrastrutture di rete per la distribuzione e la trasmissione dell\u2019energia elettrica e la realizzazione dell\u2019elettrodotto sottomarino\u00a0Tyrrhenian Link,\u00a0le cui caratteristiche tecniche ne consentono l\u2019uso per finalit\u00e0 di regolazione e di sicurezza delle reti.<\/p>\n<p>\u00abLo studio dimostra in modo scientifico e inequivocabile che una generazione elettrica ottenuta con sole rinnovabili \u00e8 possibile a fronte di un basso impatto sul territorio e indubbi vantaggi ambientali ed economici. \u00c8 quindi importante che i decisori politici favoriscano la realizzazione di un tale scenario oggi purtroppo compromesso dalla attuale Legge Regionale sulle Aree Idonee e che, contestualmente, evitino la riconversione delle attuali centrali a carbone, che produrrebbe solo costi inutili e aggiuntivi a carico di cittadini e imprese\u00bb, afferma <strong>Attilio Piattelli, Presidente del Coordinamento FREE<\/strong>.<\/p>\n<p>E il fatto che ci si trovi oggi di fronte a un bivio \u00e8 chiaro visto che le scelte fatte ora influenzeranno per decine di anni il contesto energetico dell\u2019isola.<\/p>\n<p>Dallo studio emerge come, anche nello scenario 100% FER, gli impianti fotovoltaici al 2030 avrebbero un impatto minimo sulla <strong>superficie agricola totale<\/strong>, occupandone<strong> meno dello 0,4%<\/strong>, pari a circa 5.000 ettari e inoltre non possono essere sottostimati gli impatti economici positivi dello scenario 100% FER.<\/p>\n<p>\u00abLo studio, elaborato da tre membri del Comitato Tecnico Scientifico di ITALIA SOLARE, evidenzia in modo rigoroso come, con una combinazione efficiente di fonti rinnovabili e sistemi di accumulo, sia possibile coprire integralmente i consumi elettrici della Sardegna. Il mix tecnologico proposto dimostra che la transizione verso un sistema elettrico 100% rinnovabile \u00e8 tecnicamente fattibile e pu\u00f2 garantire sicurezza, flessibilit\u00e0 e costi competitivi. La Regione ha tutte le condizioni per diventare un laboratorio avanzato di transizione energetica, puntando su fotovoltaico, eolico e accumuli. Occorre ora una visione politica chiara, capace di mettere al centro l\u2019interesse dei cittadini e del territorio, superando ogni retorica contraria al cambiamento\u00bb, ha commentato Paolo Rocco Viscontini, Presidente di Italia Solare.<\/p>\n<p>\u00abLo studio conferma il ruolo strategico del biogas agricolo all&#8217;interno del sistema energetico regionale. In Sardegna, gi\u00e0 oggi, il biogas prodotto localmente pu\u00f2 coprire il 10% della domanda di gas per usi termici industriali, ma il potenziale \u00e8 ancora pi\u00f9 ampio se si considera la valorizzazione dei sottoprodotti agricoli dell\u2019isola \u2013 pensiamo, ad esempio, alla filiera della barbabietola da zucchero.\u201d, dichiara <strong>Piero Gattoni, Presidente del CIB<\/strong>. \u201cPuntare sul biogas e biometano significa rafforzare la sostenibilit\u00e0 e la competitivit\u00e0 del sistema energetico sardo, ridurre le emissioni e offrire nuove opportunit\u00e0 a distretti produttivi, aziende agricole e territori. La transizione ecologica dell\u2019isola pu\u00f2 partire dal potenziale energetico delle aziende agricole sarde, creando nuove opportunit\u00e0 di sviluppo tecnologico per una maggiore sicurezza e indipendenza energetica\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E <strong>lo studio non termina qui<\/strong>. In una seconda fase, con orizzonte 2050, saranno considerate ulteriori tecnologie sostenibili, come l\u2019idrogeno prodotto da FER, in modo da delineare una traiettoria di piena decarbonizzazione del sistema energetico della Sardegna.<\/p>\n<p>Lo studio completo sar\u00e0 disponibile entro la fine del mese di maggio 2025.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"template":"","class_list":["post-37899","comunicati-stampa","type-comunicati-stampa","status-publish","hentry"],"acf":{"file_download":37901},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.italiasolare.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comunicati-stampa\/37899","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.italiasolare.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comunicati-stampa"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.italiasolare.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/comunicati-stampa"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.italiasolare.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comunicati-stampa\/37899\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37903,"href":"https:\/\/www.italiasolare.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comunicati-stampa\/37899\/revisions\/37903"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.italiasolare.eu\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37899"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}