Nuove tariffe elettriche: una riforma da riformare. A pagare saranno i deboli, a incassare saranno i forti. La controproposta: stabilizzare la D1

L’AEEGSI non faccia scelte di politica energetica ma si allinei alle direttive nazionali e comunitarie a beneficio di tutti

Milano/Roma 11 novembre 2015 – La riforma delle tariffe elettriche per gli utenti domestici è l’argomento affrontato nell’auditorium del GSE durante il convegno organizzato dalle principali associazioni a difesa dell’ambiente e dei diritti dei consumatori: Adusbef, Codici Associazione Consumatori, Greenpeace, ITALIA Solare, Kyoto Club, Legambiente e WWF.

Un coro comune. “Questa riforma è contro l’autoconsumo elettrico e la concorrenza di mercato. Se si deve riformare il sistema tariffario, deve essere a beneficio di tutti e non solo dei gestori degli impianti termoelettrici e dei distributori di elettricità.”

La proposta dell’AEEGSI è di spostare gli oneri di rete dalla componente variabile a quella fissa. Ciò ha senso solo per chi realizza un intervento di efficienza energetica o di uso delle rinnovabili, fotovoltaico in particolare. Diversamente diventa solo un chiaro e inaccettabile sostegno a coloro che già beneficiano di troppi sussidi: i distributori ed i grossisti di energia elettrica. Ma questi benefici non sono mai messi in discussione. Quelli alle rinnovabili e all’efficienza energetica invece si!

L’intervento dell’AEEGSI al convegno, così come la loro proposta di riforma, non è stato convincente: il sistema tariffario proposto è conveniente solo per chi ha consumi elevati e rappresenta un aumento dei costi esagerato (fino al +30% su base annuale) per chi ha consumi medio/bassi, vale a dire la maggioranza delle famiglie italiane.

Di seguito gli effetti sui consumatori finali della nuova struttura tariffaria proposta da AEEGSI: oltre 1,5 miliardi di euro all’anno in più sulla bolletta degli utenti domestici. Soldi che andranno ai distributori ed ai grossisti di energia elettrica.

La riforma però può e deve essere trasformata in una opportunità. PER TUTTI.

Le associazioni scriventi hanno presentato ieri la loro controproposta:

  • Una tariffazione compatibile con l’efficienza energetica, estendendo ed eventualmente migliorando la tariffa D1 per le pompe di calore a coloro che:
    • hanno impianti di autoconsumo da fonte rinnovabile;
    • dimostrano di avere acquistato e installato almeno 2 elettrodomestici, fra quelli a più elevata incidenza di consumo, di classe energetica massima in sostituzione di quelli esistenti o effettuato altri investimenti come l’installazione di pompe di calore per acqua calda sanitaria, di pannelli solari termici o altri interventi incentivabili ai sensi del D.M. 28 dicembre 2011 (Conto Termico);
    • facoltà per le famiglie con più di cinque componenti di richiedere l’applicazione della tariffa D1.

Le Associazioni chiedono inoltre a gran voce che la riforma garantisca le condizioni di convenienza dell’uso delle rinnovabili, fotovoltaico in testa, così come indicato da tutte le direttive europee e dalla normativa nazionale vigente.

Le Associazioni ritengono che la strada, nel rispetto del grave stato di salute del Pianeta e in una’ottica di efficienza e risparmio, debba essere quella di applicare le nuove tariffe solo a chi dimostra di fare scelte tecnicamente, economicamente e ambientalmente virtuose dal punto di vista dei consumi energetici.

Siamo nella SHARE ECONOMY, è l’ora di dare segnali di innovazione anche nei modelli di consumo. Un’autorità di regolazione a difesa del “Consumatore” deve assolutamente agevolare questo cambio di paradigma.


Scarica le presentazioni del convegno:


Guarda le video interviste realizzate da Qualenergia.it e CanaleEnergia durante il convegno

 

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