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COMUNICATO STAMPA

21 Febbraio 2023

Superbonus: per evitare il blocco del settore prevedere il ritiro dei crediti da parte di CDP

Portare la detrazione fiscale dal 50 al 65% in cinque anni per famiglie e PMI che vogliono installare impianti fotovoltaici

Monza, 21 febbraio 2023 – ITALIA SOLARE, pur comprendendo le ragioni che hanno indotto il Governo a porre un freno alla cessione dei crediti maturati per interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazione edilizia degli edifici, ritiene che si debbano trovare adeguate soluzioni per gli interventi già effettuati e, per il futuro, puntare su soluzioni sostenibili per il bilancio pubblico che assicurino a famiglie e imprese benefici durevoli.

La soluzione al problema attuale: il ritiro dei crediti da parte di CDP

Quanto agli interventi già effettuati, occorre fare in modo che i crediti maturati, anche nella disponibilità di imprese e istituti finanziari, siano effettivamente fruibili, sia per non tradire la fiducia riposta nello Stato, sia per evitare il fallimento di migliaia di aziende. A questo proposito, si ritiene che, con opportune garanzie, il ritiro da parte di CDP dei crediti maturati possa rappresentare una soluzione praticabile, anche perché CDP non rientra nel perimetro della pubblica amministrazione, e quindi i crediti da essa ritirati non dovrebbero costituire debito pubblico. In alternativa, si suggerisce di offrire agli istituti finanziari la possibilità di usare i crediti d’imposta per compensare i pagamenti effettuati dai propri clienti con il modello F24, tenuto conto dell’ampia gamma di tributi e contributi che vengono pagati con questo modello.

Le soluzioni per il futuro

Per quanto riguarda il futuro dei bonus, si formulano alcune proposte relative al fotovoltaico, settore rappresentato da ITALIA SOLARE, con due indispensabili premesse:

  1. Nel 2022, quasi la metà della potenza fotovoltaica installata ha avuto accesso alla detrazione 110% Superbonus; dunque, un blocco totale e indiscriminato della cessione dei crediti potrebbe avere pesanti conseguenze sugli obiettivi di crescita del fotovoltaico, indispensabili per migliorare la sicurezza energetica, contenere i costi e ridurre le emissioni inquinanti e climalteranti;
  2. gli impianti fotovoltaici in autoconsumo (vale a dire impianti la cui produzione energetica è usata immediatamente per coprire i consumi delle famiglie o aziende cui l’impianto è asservito) sono una delle principali soluzioni per contrastare il carobollette e disporre di energia a costi contenuti e stabili. Pertanto, il sostegno pubblico agli impianti fotovoltaici in autoconsumo non va visto come sostegno al fotovoltaico, ma come misura strutturale ed essenziale per alleggerire le bollette di aziende e famiglie.

ITALIA SOLARE ritiene che il rafforzamento del sostegno al fotovoltaico in autoconsumo possa essere ottenuto con un rafforzamento di una misura già esistente e diversa dal Superbonus, che consente la detrazione del 50% delle spese sostenute per l’impianto fotovoltaico (anche comprensivo di sistema di accumulo dell’energia prodotta), da ripartire in dieci rate annuali di pari importo. Attualmente, la misura è a beneficio solo delle famiglie e solo per impianti di potenza massima di 20 kW. ITALIA SOLARE richiede che:

  1. possano accedere alla misura anche le piccole e medie imprese;
  2. l’aliquota detraibile sia incrementata dal 50 al 65%;
  3. la detrazione si possa ripartire in cinque o dieci rate annuali, a scelta del beneficiario.

In questo ambito, si invita a consentire la cessione del credito per i soggetti incapienti, vale a dire con un livello di tassazione inferiore alla somma detraibile, per permettere anche alle famiglie e alle imprese a basso reddito di beneficiare della misura. La possibilità di cessione dovrebbe essere considerata anche per gli enti del terzo settore, le organizzazioni di volontariato, le onlus e le associazioni di promozione sociale, in quanto non hanno imponibili propri.