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COMUNICATO STAMPA

4 Ottobre 2023

Sul 95% dei tetti di Roma possibile installare il fotovoltaico senza autorizzazioni

A Roma il punto sulla semplificazione delle procedure

Presentato il vademecum per orientarsi tra la normativa

 

Roma, 4 ottobre 2023 – È possibile diffondere il fotovoltaico sui tetti nei territori comunali senza soccombere alla burocrazia? La risposta è sì. Il fotovoltaico sui tetti si può fare, perfino in una città ricca di bellezze artistiche e culturali come Roma.

Questo l’argomento centrale discusso durante l’evento tenutosi questa mattina a Roma, a Palazzo Valentini, alla presenza di Maurizio Veloccia, Assessore all’Urbanistica Roma Capitale, Mariano Angelucci, Consigliere Città Metropolitana di Roma, Carlo Salvemini, Delegato ANCI Energia e Sindaco di Lecce, Benedetta Brighenti, Direttore Generale Renael, Emilio Sani, Consiglio Direttivo di ITALIA SOLARE e Attilio Piattelli, Presidente Coordinamento FREE, coordinati da Edoardo Zanchini, Direttore Ufficio Clima Roma Capitale.

L’incontro, organizzato da ITALIA SOLARE in collaborazione con Roma Capitale e con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma Capitale, è stato l’occasione per presentare il documento “Solare sui tetti di Roma. Il punto sulla semplificazione delle procedure”, nato per aiutare coloro che vogliono installare impianti fotovoltaici sui tetti della capitale e necessitano di districarsi tra la normativa.

“L’impegno di Roma Capitale sul solare è collocato dentro una cornice di obiettivi internazionali sul clima ma ha anche una dimensione molto concreta di interesse. A dicembre del 2022 abbiamo approvato una delibera di Giunta per la diffusione degli impianti solari, la promozione di comunità energetiche e gruppi di autoconsumo, la semplificazione delle procedure di installazione, il supporto a famiglie, associazioni, imprese”. Con quella delibera abbiamo voluto chiarire il nostro impegno sul solare, nelle sue articolate forme oggi possibili di produzione, autoproduzione e condivisione anche attraverso le comunità energetiche.  Aggiungo, inoltre, che sempre la Giunta ha approvato pochi giorni fa uno dei pilastri del PAESC (il Piano di azione per l’energia sostenibile e il clima) con il quale abbiamo aumentato gli obiettivi di decarbonizzazione della città al 2030 per farli stare dentro la curva necessaria a contenere la temperatura del Pianeta entro 1,5 gradi. Più saremo capaci, infatti, di produrre energia in questo modo e più potremo ridurre le bollette di cittadini e imprese, ma anche di Roma Capitale, come stiamo facendo su oltre 211 scuole che stiamo riqualificando” dichiara l’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia.

“La semplificazione normativa oggi permette di realizzare impianti fotovoltaici sui tetti delle abitazioni senza alcun iter autorizzativo perché considerati interventi di manutenzione ordinaria e pertanto non sono subordinati all’acquisizione di alcun atto di assenso”, spiega Emilio Sani, Consigliere di ITALIA SOLARE che ha presentato il documento.

 

A Roma queste condizioni riguardano circa il 95% del territorio comunale e dunque ci troviamo di fronte a una semplificazione di grande portata per la realizzazione del solare sui tetti degli edifici. Rimangono, invece, in vigore i criteri di tutela e integrazione dei pannelli solari stabiliti dal piano regolatore per gli edifici e le aree ricomprese nella Carta della Qualità per i quali è necessario ottenere l’assenso.

 

Andando più nel dettaglio, il documento esplicita il ruolo dello strumento urbanistico che può, ove giustificato, imporre specifiche tecniche o limitazioni a tutela di interessi che siano ritenuti prevalenti, come quello alla sicurezza. Tuttavia, non gode di una discrezionalità assoluta rispetto a opere o tipologia di interventi e le previsioni dei trattati internazionali devono essere considerate prevalenti (come nel caso di siti UNESCO) anche rispetto alle disposizioni di legge nazionale.

Per i pochi casi in cui serve l’autorizzazione paesaggistica non deve essere applicata la disciplina regionale o comunale ma la disciplina nazionale regolatoria, con una procedura speciale semplificata di silenzio assenso.

 

In fine, per i beni di interesse culturale, appartenenti a soggetti privati senza scopo di lucro o a soggetti pubblici, se la verifica esclude l’interesse culturale, è possibile procedere in edilizia libera, altrimenti è necessario richiedere il nullaosta dell’amministrazione competente (Soprintendenza), successivamente è possibile procedere in edilizia libera.

 

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