COMUNICATO STAMPA

1 Agosto 2022

ITALIA SOLARE risponde al ministro Cingolani: il problema del fotovoltaico non è la scarsità di pannelli

ITALIA SOLARE risponde al ministro Cingolani:  

il problema del fotovoltaico non è la scarsità di pannelli, ma le mancate autorizzazioni della Commissione VIA, ostacolate anche da chi si oppone alle installazioni a terra, e l’inaffidabilità del quadro normativo

Monza, 1 agosto 2022 – L’associazione ITALIA SOLARE risponde al Ministro Roberto Cingolani in merito alla sua affermazione “le energie rinnovabili in Italia hanno avuto una massiccia accelerazione: nei primi sei mesi del 2022 abbiamo avuto richieste di connessioni per nuove stazioni di produzione da rinnovabili per 9 GW. Ora il fattore limitante non è l’investimento, ma la carenza di pannelli solari e di materie prime”.

ITALIA SOLARE precisa che ai fini dell’esame dello sviluppo delle rinnovabili, non vanno considerate come riferimento le richieste di connessione, ma piuttosto la potenza fotovoltaica entrata in esercizio, dato periodicamente fornito dalla stessa Terna. I dati appena pubblicati da Terna mostrano, infatti, che nei primi 6 mesi dell’anno è stata installata una potenza fotovoltaica totale di 1.012 MWp. “È un dato in crescita rispetto all’anno scorso ma ancora evidentemente insufficiente – commenta Paolo Rocco Viscontini, presidente di ITALIA SOLARE – in quanto dovremmo installare almeno 7-8 GWp all’anno per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione che, è bene rimarcarlo, implicano anche una rapida e ora più che mai necessaria riduzione dell’uso del gas”.

L’associazione è consapevole degli sforzi che si stanno facendo con la Commissione VIA nazionale, ma è un dato di fatto che a un anno dal suo insediamento non risulta autorizzato neanche un impianto. Giusto, inoltre, precisare che l’ottenimento della VIA nazionale non consente ancora l’inizio dei lavori, in quanto a seguire serve l’Autorizzazione Unica.

Nel frattempo, scrive ITALIA SOLARE, fortunatamente, si registrano numeri crescenti di nuove autorizzazioni, che non arrivano dalla Commissione VIA nazionale ma dall’ottenimento di VIA regionali seguite dalle AU. Si tratta di circa 5,5 GW di progetti presentati agli organi competenti anche diversi anni fa. A questi riteniamo si debbano aggiungere i tanti impianti in corso di sviluppo tramite PAS e DILA, molti dei quali resi possibili dall’approvazione della “Solar Belt”, che purtroppo a oggi non possono essere puntualmente contabilizzati.

“Le realizzazioni in corso o quelle terminate – precisa nella lettera il Presidente Rocco Viscontini – non riflettono però ancora le potenze già autorizzate. Il motivo non è nella mancanza dei moduli, come erroneamente affermato dal ministro, visto che possono arrivare in tutte le quantità necessarie se gli acquisti sono programmati con i consueti 4-5 mesi di preavviso, bensì nel clima di sfiducia generato dall’approvazione dell’art. 15bis che prevede il prelievo dei cosiddetti extra-profitti”.

Da un lato, si legge nella missiva al Ministro, non sono ancora disponibili provvedimenti che prevedano una garanzia di prezzo di vendita per un periodo prolungato (a oggi il DM Fer1 è terminato e non si sa ancora nulla sul prosieguo) e dall’altro, per chi potrebbe essere interessato ad andare “merchant”, quindi affidandosi al mercato, sussiste il grande dubbio degli interventi governativi che arbitrariamente decidono qual è il prezzo “equo” di vendita dell’energia (tra l’altro non facendo altrettanto con le altre fonti energetiche, che sono pure quelle che hanno generato la grande crisi attuale: l’utile netto della semestrale di ENI, pari a 7,1 miliardi di euro, ben 6 volte l’utile dello stesso periodo dell’anno precedente, è piuttosto eloquente..).

Una ulteriore e significativa ragione della ancora troppo lenta crescita del fotovoltaico, precisa l’associazione nella sua lettera, è data dall’incompletezza del quadro di riferimento, sia per la ancora insufficiente (spesso perché mal concertata con provvedimenti esistenti) semplificazione delle procedure autorizzative, sia per la mancata individuazione delle aree idonee e delle misure di sostegno. ritiene che sia arrivato il momento, sebbene nella fase conclusiva dell’attuale legislatura, di recuperare sbloccando il decreto sulle aree idonee, da cui dipende la ripartenza di tanti iter autorizzativi.

ITALIA SOLARE rileva inoltre la pericolosità dei messaggi forniti dal recente studio di ISPRA (ente vigilato dal MITE) sul consumo del suolo, che addebitando, ancora una volta ed erroneamente, al fotovoltaico a terra la perdita di permeabilità del suolo e citando superfici occupate previste senza riferimenti comparativi sulla reale incidenza rispetto alle superfici disponibili, pure ignorando la realtà dell’agrivoltaico, contribuisce in modo sostanziale a creare un clima di paura e sfiducia verso la fonte energetica rinnovabile che più di tutte potrà condurre l’Italia e non solo fuori dalla dipendenza dalle fonti fossili.

“Signor Ministro – conclude l’associazione – ci permettiamo di invitare Lei, i Suoi uffici e gli organismi vigilati dal Suo Ministero a una comunicazione sulle fonti rinnovabili più adeguata a diffondere una effettiva e corretta conoscenza sullo stato di sviluppo, sulle prospettive, sui vantaggi e anche sugli effetti collaterali associati allo sviluppo delle fonti rinnovabili e del fotovoltaico in particolare”.

A tal proposito, ricorda ITALIA SOLARE, “ogni circa 4 GWp di fotovoltaico si risparmia un miliardo di metri cubi di gas. L’obiettivo dei 7-8 GWp/anno è raggiungibile: significherebbe anche ridurre la dipendenza del gas al passo di 2 miliardi di metri cubi/anno”.

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