Ritrovate scorie radioattive sul fondo dell’oceano

oceano

Carbonio radioattivo, derivante dalla denotazione delle bombe nucleari, è stato ritrovato in uno degli ambienti più remoti e inaccessibili del piovente: la Fossa delle Marianne, che si inabissa fino a 11.000 metri nell’area tra il Giappone e la Papua Nuova Guinea dell’Oceano Pacifico.

Solo una piccolissima percentuale del carbonio usato negli ordigni nucleari detonati tra gli anni Cinquanta e Sessanta è decaduto; il resto si è invece diffuso nell’ambiente ed è stato assorbito dal mondo vegetale e animale  attraverso l’anidride carbonica.

Queste scoperte “dimostrano che la circolazione atmosferica e oceanica distribuisce la radioattività originata dalle bombe a livello globale, anche ai siti più remoti”, dice Edyta Lokas dell’Institute of Nuclear Physics PAS di Cracovia, in Polonia, e che l’impatto umano sull’ambiente ha ormai raggiunto anche i luoghi ritenuti remoti e “protetti” dall’influenza umana.

Articolo completo su: lescienze.it

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>