Il riscaldamento estremo dei nostri oceani

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Oltre il 90% del calore del riscaldamento globale si deposita negli oceani; questo dato da solo spiegherebbe come mai gli oceani siano considerati uno dei migliori indicatori dei cambiamenti climatici. Ma è da tenere conto anche del fatto che il calore penetra negli oceani in profondità, subendo meno le fluttuazioni naturali che potrebbero inquinare le misurazioni.

Grazie a uno studio condotto analizzando i dati raccolti con il sistema Argo – il sistema di monitoraggio oceanico composto da oltre 400 robot dispersi tra gli oceani del pianeta e che ogni giorno si immergono fino a 2000 metri di profondità per effettuare le loro misurazioni – si è scoperto che nell’ultimo anno l’anomalia termica, in joule, è stata di circa 388 volte superiore alla produzione totale di elettricità della Cina.

Un dato estremamente preoccupante, ma che potrebbe essere dimezzato qualora gli obiettivi dell’accordo di Parigi al 2030 dovessero essere raggiunti.

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