Federica Musto

Intervista a Claudio Conti, GM MC Energy GTS Srl,sul tema delle verifiche e ispezioni da parte del GSE su impianti fotovoltaici
  1. Ci risulta che il GSE nell’ultimo anno abbia intensificato le attività di controllo e ispezioni sugli impianti fotovoltaici. È vero? Se sì, a quale finalità risponde secondo voi questo comportamento?

Il GSE ha notevolmente intensificato le attività ispettive, lo dimostra il bando pubblico organizzato per individuare nuove società a cui subappaltare le ispezioni sugli impianti.

Indubbiamente c’è la volontà di punire tutti quegli investitori che non hanno rispettato le regole e stanno quindi percependo un incentivo statale pagato dai cittadini, tuttavia nasce il dubbio, viste anche le modalità a cui si sta assistendo, che ci sia una volontà di recuperare parte delle somme erogate come già successo con il decreto “spalma incentivi”

  1. Oltre ad un maggior numero di verifiche, ci risulta che il GSE abbia aumentato la severità. Molti operatori parlano di un atteggiamento “persecutorio” e della volontà di penalizzare i proprietari di impianti fotovoltaici. Ad esempio molti fanno notare una particolare severità su errori “formali” fatti in buona fede. Dalla vostra esperienza, è proprio così?

Abbiamo già assistito a molti casi in cui errori “formali” commessi in completa buona fede e inconsapevolezza dai produttori hanno portato al decadimento o alla rimodulazione degli incentivi.

In tutti i casi da noi supportati l’ente ha sempre optato per la massima rigidità e purtroppo ci siamo già trovati di fronte a situazioni molto spiacevoli, a volte tragiche, con aziende messe in ginocchio dalla revoca dell’incentivo.

  1. Quali sono le violazioni più frequenti accertate dal GSE? E quali sono quelle più gravi? E quali sono le sanzioni? Si parla sempre di revoca degli incentivi oppure ci sono anche altre sanzioni meno gravi?

Dal report ufficiale GSE sulla attività ispettiva per l’anno 2015 si trovano ben 49 casistiche diverse per cui sono stati revocati o rimodulati gli incentivi.

Questo numero fa capire il livello di accuratezza e di approfondimento a cui arriva il GSE quando svolge le ispezioni. Questo numero fa anche capire il livello di complessità delle normative di riferimento e anche la grande possibilità che si possano essere commessi degli errori all’epoca dell’installazione.

Non è corretto parlare di sanzione, in quanto qui si parla di avere o no il diritto all’incentivo. Non è possibile sanare la situazione pagando una multa e mettendosi successivamente in regola. In caso di esito negativo dell’ispezione si hanno due strade: la revoca totale o la rimodulazione parziale delle eventuali maggiorazioni ottenute. In entrambi i casi il GSE recupera tutte le somme erogate dall’avvio della convenzione.

Nell’ultimo periodo, solo per alcuni casi particolare e per gli impianti residenziali si sono avute delle aperture da parte del GSE con delle riduzioni delle revoche.

  1. In che modo è possibile tutelarsi?

L’unico modo che noi vediamo è quello di eseguire una verifica documentale preliminare che abbia però lo stesso focus e lo stesso grado di approfondimento che avrà il GSE durante l’attività ispettiva.

Da questa verifica si avrà sia la consapevolezza della eventuale documentazione mancante sia la consapevolezza del rischio a cui si andrà incontro.

Altro punto su cui è bene ragione è la tempistica molto stretta data dal GSE. Da quando arriva la notifica di inizio ispezione si hanno pochi giorni per ritrovare e caricare sul loro nuovo portale tutta la documentazione richiesta. L’ansia generata dal poco tempo aumenta ancora il rischio di fornire documentazione non coerente.

  1. Spesso si sente parlare di rischio fallimento a seguito di ispezione che ha riscontrato delle violazioni e che quindi ha sospeso gli incentivi. È un rischio diffuso?

Come già detto qualche domanda fa, abbiamo già avuto casi di aziende fallite a causa della revoca dell’incentivo. Se pensiamo ad una revoca totale, ad un mutuo in essere e all’obbligo di restituire tutte le somme già percepite capiamo che il rischio di un potenziale fallimento è veramente molto alto.

Sappiamo che molti player che operavano nel mercato del fotovoltaico alcuni anni fa, oggi sono scomparsi o non sono più attivi (produttori, distributori, installatori…). Questo non rischia di mettere in difficoltà i proprietari di impianti a cui viene chiesta documentazione non sempre facile da rintracciare?

Questo aumenta esponenzialmente il rischio di non riuscire a rintracciare la documentazione  ed espone il proprietario anche alla situazione di non poter far rivalsa su nessuno in caso di esito negativo.

Inoltre, per quella che è la nostra esperienza nella questione, spesso proprio le società che hanno poi velocemente abbandonato il settore sono quelle che spesso lasciano piu’ morti per strada.

Da qui ancora di piu’ la necessità di eseguire per tempo la verifica preliminare che permette con calma di rintracciare i documenti necessari e di verificarli.

  1. Riferendosi agli impianti fotovoltaici, dai dati del GSE risulta che gli indebiti accertati nel 2016 siano sei volte quelli del 2014, a fronte di un numero di verifiche aumentato solo del 10%. Non le sembra che ci sia qualcosa di strano?

In realtà, anche per il GSE come per gli operatori l’attività ispettiva è stata una novità. Le prime ispezioni e le prime verifiche documentali venivano eseguite con poca o a volte nessuna esperienza. A detta proprio degli ispettori nel tempo è cresciuta l’esperienza e come si dice “l’occhio” per individuare gli errori.

Un paio di aspetti che possono aiutare a capire meglio la questione. Il primo: dall’avvento del decreto controlli le ispezioni vengono eseguite anche solo documentali da remoto, quindi significa che anche solo dai documenti il GSE riesce a trovare errori senza neanche recarsi sull’impianto. Il secondo: oggi il GSE riesegue verifiche ispettive anche su impianti già controllati prima del decreto controlli, a dimostrazione che essendo aumentata l’esperienza vogliono ricontrollare anche gli impianti già visti.

  1. In conclusione, qual è la vostra opinione sul modo in cui il GSE sta svolgendo le attività di verifica sugli impianti fotovoltaici?

Indubbiamente l’attività ispettiva è giusta, va a tutelare tutti quei produttori che hanno operato correttamente e va a colpire tutti quelli che hanno commesso frodi o hanno lavorato non correttamente.

Ricordiamoci che nella convenzione stipulata con il GSE abbiamo tutti firmato di accettare la verifica postuma della documentazione fornita in sede di allaccio dell’impianto.

Premesso quindi che riteniamo giusta l’attività, quello che non condividiamo è l’atteggiamento di completa chiusura e rigidità con cui tutti i casi vengono trattati allo stesso modo e con cui si va a cercare il capello, o a volte sembra il cavillo, per revocare gli incentivi.


 

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