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Le nuove opportunità per il settore fotovoltaico: incentivi, autoconsumo e revamping

Il fotovoltaico, dopo il crollo del mercato degli ultimi anni, sta oggi tornando nel pieno delle sue potenzialità, grazie a una tecnologia ormai matura ed economicamente competitiva, sostenuta dagli obiettivi ambiziosi dei target europei al 2030 per lo sviluppo delle rinnovabili. Per raggiungere il 32% complessivo di rinnovabili (62% della generazione elettrica per l’Italia), il fotovoltaico italiano dovrà passare dagli attuali 20 GW a 68 GW entro i prossimi 12 anni. Significherebbe più che triplicare l’installato ad oggi, arrivando a produrre fino a 80 TWh da fotovoltaico al 2030, corrispondenti a circa un quarto del fabbisogno elettrico nazionale rispetto ai livelli del 2017. Per centrare questi numeri, si dovrebbero installare in media 4 GW di nuovi impianti all’anno, contro i 400 MW degli ultimi quattro anni, e, naturalmente, non perdere la produzione degli impianti già esistenti e questo significa fare avviare attività di revamping.

In arrivo gli incentivi per il fotovoltaico

In Italia il governo ha annunciato l’intenzione di aumentare il budget per lo sviluppo di nuovi impianti di energia rinnovabile a € 900 milioni entro il 2020, con incentivi che verranno stabiliti in un prossimo decreto e sosterranno l’installazione di 6 GWp di nuovi impianti (principalmente fotovoltaici) con l’obiettivo di aggiungere almeno 10 TWh all’anno di elettricità verde alla rete entro il 2020.

Un totale di 700 MW di nuova installazione fotovoltaica sarà riservato per la sostituzione dei tetti in amianto con un incentivo in più di 12 € / MWh. Il decreto dovrebbe essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale entro la fine del 2018.

Le attività di revamping

Un impianto fotovoltaico durante il suo periodo di vita è soggetto a deterioramento e questo può comportare degli interventi di interventi di manutenzione per mantenerlo in efficienza. Nel caso di impianti incentivati con il Conto Energia, il GSE è tenuto a verificare la permanenza dei requisiti per il mantenimento degli incentivi a seguito della realizzazione di interventi di manutenzione o di ammodernamento.

Il GSE nel 2017 ha pubblicato le procedure per fornire ai Soggetti Responsabili di impianti incentivati le indicazioni sui principi generali di riferimento per la gestione degli interventi. Per le attività di revamping più significative, che comportano per esempio la variazione di dati caratteristici rilevanti o di configurazione dell’impianto (sostituzione dei componenti principali, moduli e inverter), è necessario inviare al GSE, entro 60 giorni dall’avvenuto completamento degli interventi una apposita comunicazione insieme ai documenti idonei a descrivere i lavori effettuati, secondo quanto previsto dalle Procedure. Più semplice è invece per gli interventi meno significativi – come la sostituzione dei componenti elettrici minori e che non incidono sul mantenimento degli incentivi – dove il Soggetto Responsabile non è tenuto a inviare alcuna comunicazione al GSE.

Gli impianti di potenza pari o inferiore 3 kW sono esonerati dall’obbligo di comunicazione dell’avvenuta realizzazione degli interventi diversi dai potenziamenti non incentivati, dall’installazione di sistemi di accumulo e dalla sostituzione dei moduli fotovoltaici. Gli interventi dovranno però essere realizzati in conformità alla regolazione vigente.

Le opportunità dell’autoconsumo

In Italia l’energia elettrica utilizzata nel luogo di produzione senza essere immessa nella rete di trasmissione o di distribuzione (autoconsumo) è in continua crescita. Lo scorso anno l’autoconsumo è stato pari a circa il 20% della produzione complessiva degli impianti fotovoltaici con un aumento dell’1,9% rispetto al 2016.

Le potenzialità dell’autoconsumo sono enormi, ma il sistema è ancora oggi molto complicato da un lato e limitato dall’altro. Sicuramente sarà necessario ridurre l’attuale complessità regolatoria, riducendo e omogeneizzando gli schemi esistenti attraverso l’identificazione di un unico modello ‘one-to-one’ e attuando gli schemi ‘one-to-many’ proposti dalla Direttiva Ue sulle rinnovabili, la cosiddetta Red II. Quello che serve è una policy chiara, con una visione di lungo periodo per l’autoconsumo nel quadro di un programma complessivo per lo sviluppo del fotovoltaico in Italia.

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